Consapevolezza

Luglio 6th, 2008

In una storia zen c’è un uomo in groppa a un cavallo lanciato al galoppo. Un altro uomo, fermo sul ciglio della strada, gli chiede: “Dove stai andando?”. “Non so, chiedilo al cavallo”, è la risposta. Noi siamo nella stessa situazione. Siamo in groppa a molti cavalli che non sappiamo controllare. Un cavallo è la proliferazione degli armamenti. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma molti cavalli sono sfuggiti al nostro controllo. Siamo troppo presi in altre faccende. Il principale precetto buddhista dice di vivere in consapevolezza, attenti a quello che sta accadendo. Non solo accadendo qui, ma anche là. Facciamo un esempio: masticando un pezzo di pane possiamo essere consapevoli che i nostri agricoltori hanno ecceduto un po’ nei veleni chimici. Mangiando quel pezzo di pane, siamo in certa misura corresponsabili della distruzione del sistema ecologico. Portandoci alla bocca una fetta di carne o un bicchierino di alcol, possiamo essere consapevoli che nel terzo mondo muoiono di fame quarantamila bambini ogni giorno e che per produrre quella fetta di carne o quella bottiglia di liquore si è consumata una grossa quantità di cereali. Mangiare un piatto di cereali ci riconcilia di più con la fame nel mondo che mangiare bistecche. Un economista francese mi ha detto che basterebbe che l’Occidente riducesse del 50% il consumo di carne e di alcolici per cambiare l’intera situazione mondiale. Pensate, basterebbe ridurre solo della metà. Le cose che facciamo, che siamo ogni giorno, hanno tutte a che fare con la pace. Se siamo consapevoli del nostro modo di vivere, del nostro livello di consumi, del modo in cui
consideriamo le cose, capiremo come contribuire alla pace proprio adesso, nel momento presente. Andate dal giornalaio, comprate una rivista e siate consapevoli del suo peso: è davvero molto pesante. Quanti ettari di foresta si sono dovuti abbattere per stampare quel numero. Compriamo la rivista, ma siamo consapevoli. Se siamo consapevoli, possiamo fare qualcosa per cambiare le cose.

(Thich Nath Hanh, “Essere pace”)

P.S.: come aggiornamento al mio post sulla “bandiera della pace” (”Colori”, 23 giugno u.s.): invito a leggere questo comunicato (dal sito Giovani e Missione, dei Missionari/e Comboniani/e), che condivido in pieno, e che mi fa gioire per la libertà e il coraggio che esprime, segno di quella Chiesa “altra”, consapevole del proprio ruolo nel cammino della storia verso la pienezza della Pace!

Andare

Luglio 4th, 2008

Ancora un breve pensiero, in questa notte di veglia, per tutto quello che accade nel mondo: con la tristezza indignata di fronte ad uno Stato ormai imbarbarito che cerca gli “invisibili”, anche bambini, solo per prenderne le impronte e poi abbandonarli a se stessi, nel silenzio colpevole di tanti/e… con la gioia con cui Ingrid Betancourt ha potuto riassaporare la libertà, e subito continuare a lottare perché essa sia per tutti/e, ovunque… con la gratitudine agli amici e alle amiche che mi fanno compagnia, nei modi più impensati e belli, più nuovi e fedeli… con il desiderio di poter vedere e stringere ancora volti e corpi amati, custoditi in un angolo della memoria… E con queste parole del caro Marco, continuo a vedere, a sognare, a camminare… ancora.

Ogni re è stato a suo tempo un bambino indifeso; ogni quercia, una piccola ghianda; ogni oceano imponente, un piccolo ruscello; ogni grande opera, un semplice progetto… Ciò che conta non è dove sei adesso, ma dove stai andando.

Sul fondo

Luglio 2nd, 2008

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Ogni giorno affonda nella notte,
ma c’è una sorgente
che trattiene la luce, sul fondo.
Devi inginocchiarti
all’orlo della sorgente buia
per pescare la luce affondata,
con pazienza.

(P. Neruda)

Come augurio

Giugno 30th, 2008

Attraverserò la vita senza lasciare nessun segno incisivo, nessun marchio duraturo e indelebile…

(H. Camara)

Colori

Giugno 23rd, 2008

Grazie alla nota “illuminata” che proviene dai Sacri Palazzi, più preoccupati di difendere se stessi e la propria identità che si scendere a difesa di chi è oppresso e attende l’arcobaleno dell’alleanza dopo i perenni diluvi della storia, posso una volta in più dare un tocco di colore a queste povere pagine…

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Mentre scrivo, e veglio, nel mio piccolo “eremo” di campagna, guardo, nella parete di fronte al mio tavolino, l’icona orientale (…viene dalla Romania!) del Crocifisso, appeso sul drappo colorato che mi ha fatto compagnia in tante occasioni: e sorrido…

Ospitalità

Giugno 23rd, 2008

Nessun luogo è più, in quanto tale, casa e patria; ognuno deve farsi casa per l’altro, vedendo in lui, aldilà delle etichette di appartenenza o di separazione, la solitudine che lo bracca, il bisogno di essere ac­colto, l’implorazione a essere ospitato. Come è stato scritto di recen­te, la fede cristiana è “tener compagnia”, come Dio in Gesù si è ac­compagnato all’uomo nella solitudine del suo essere al mondo. Allo­ra la pratica dell’ospitalità, questa piccola e dimessa virtù del quoti­diano, diventa come la figura di quanto c’è di più essenziale, di più segreto, di più divino, nell’evento cristiano. Diventa il volto quotidia­no della grazia. Di quella grazia che, seminata come dono, fiorisce come bellezza. Aperta all’accoglienza, la casa viene redenta; e con essa viene redento ciò che vi si trova e ciò che vi si fa: gli spazi, gli oggetti, i lavori domestici. Ridiventa luogo di benedizione.

(A. Rizzi, 1996)

Pietre

Giugno 21st, 2008

Il cuore è un organo curioso; soltanto quando è spezzato, batte al proprio ritmo; se non si spezza, si pietrifica. La pietra che ci cade dal cuore è quasi sempre quella in cui il cuore si era quasi trasformato.

(H. Arendt, gennaio 1954)

Rivelazione

Giugno 20th, 2008

Non c’è bisogno che usciate dalla stanza.
Restate seduti alla scrivania ad ascoltare.
Non ascoltate nemmeno, aspettate semplicemente.
Non aspettate nemmeno.
Restate del tutto immobili e soli.
Il mondo vi si offrirà liberamente.
Per essere smascherato, non ha scelta.
Rotolerà in estasi ai vostri piedi.
 
(da: F. Kafka, “Aforismi di Zürau”, Milano 2004)

Ugomonit’sja

Giugno 18th, 2008

Ho ricevuto questo racconto dal caro amico Angelo, assieme al collegamento con il bel sito sull’esicasmo… che dire, ciò che si è scoperto una volta, resta per sempre! Ed è grazia preziosa… da condividere in silenzio, di bocca in bocca, nella pace del cuore.

NeI 1954 ebbi modo di trascorrere alcune settimane a Koneveč, nel Grande Nord, vivendo come un eremita in una isba (1) nella foresta. Le giornate erano tiepide e assolate. Foreste e laghi, laghi e foreste. Il monastero era piccolo, la comunità poco numerosa, e piuttosto avanti negli anni. Tra i monaci che là ho incontrato, ho trovato uomini di alta spiritualità. Quello di cui mi ricordo meglio, è il padre Dorofeo.
Un giorno gli ho chiesto:
— Come si arriva alla pace dello spirito?
— Occorre ugomonit’sja (2), mi rispose padre Dorofeo con un sorriso.
— E che vuol dire ugomonit’sja?
— Ebbene, come posso dirtelo? Quando ero un giovane novizio, a Valaam, il mio starec (3), mentre lo servivo, mi disse un giorno: — Dimitrij, per te sarà difficile ugomonit’sja: sei troppo allegro e sempre in movimento. Ma se non raggiungerai la calma, non potrai pervenire alla preghiera pura. A che scopo, allora, farsi monaco?
Dovetti chiedergli, come voi ora a me:
— Che cosa vuoI dire ugomonit’sja?.
Lo starec mi rispose:
— É molto semplice. Adesso è estate, ma tu, suppongo, aspetti l’autunno, quando i lavori nei campi saranno meno duri.
— È proprio così, Padre.
— Ebbene, quando sarà autunno, attenderai l’inverno, le prime nevi, Natale. Poi aspetterai la primavera, Pasqua, il giorno glorioso della Risurrezione di Cristo. Non è vero?
— Vero, Padre mio.
— In questo momento, tu sei novizio e attendi, suppongo il tempo in cui sarai rjasoforo (4).
— Sì, Padre.
— Poi attenderai la mantia (5) e più tardi il sacerdozio. Tutto ciò vuol dire che non sei sereno, non sei ugomonit’sja. Ma quando primavera e autunno, estate e inverno per te saranno uguali, quando ti sarà indifferente essere novizio o megaloschema, quando vivrai nel giorno presente, perché per ogni giorno basta la sua pena, quando non sognerai più e non attenderai più nulla, ma ti abbandonerai interamente alla volontà di Dio, allora sarai ugomonit’sja.
Molti anni sono trascorsi da quella conversazione. Ho ricevuto la mantia e il sacerdozio, e adesso aspetto non so che cosa. Ero stato nominato capocuciniere, un’occupazione che non amavo, ma dovetti obbedire. Durante l’ultima guerra, quando siamo stati inviati qui, conservai la mia gaiezza, mentre gli altri piangevano la perdita del nostro bel monastero sul lago Ladoga, ora occupato dagli atei. Nulla accade senza la volontà di Dio. Quando accoglierete la volontà di Dio con tutta semplicità, con amore e senza pascervi di fantasie, allora sarete ugomonit’sja.
 
(1) Casa di legno rurale.
(2) “Tranquillizzarsi”, equivalente slavo del greco “esichia” (=pace), “esicasmo” (=pacificazione).
(3) Padre spirituale, letteralmente “anziano”.
(4) Voti temporanei, con l’imposizione della “rjassa”, tonaca nera a maniche ampie.
(5) Voti perpetui, con l’imposizione de “mantia”, ampio mantello nero monastico a pieghettine verticali.
 
(S. Bolšakov)

Quale storia, tra noi…

Giugno 17th, 2008

Un articolo di Eduardo Galeano, utile come meditazione “laica” sul paradosso errante, la storia… luogo della salvezza, e della paura. Mi raccomando: a piccoli “morsi”, si assimila meglio…

Il paradosso errante

Ogni giorno, leggendo i giornali, assisto a una lezione di storia. I giornali mi insegnano con ciò che dicono e con ciò che non dicono. La storia è un paradosso errante. È la contraddizione a farla muovere. Forse per questo i suoi silenzi dicono più delle sue parole e spesso le sue parole rivelano, mentendo, la verità. Di qui a poco sarà pubblicato un mio libro, che si chiama «Specchi». È una specie di storia universale, e scusate se è poco. «Io posso resistere a qualsiasi cosa, meno alla tentazione», diceva Oscar Wilde, e confesso di aver ceduto alla tentazione di raccontare alcuni episodi dell’avventura umana nel mondo, dal punto di vista di coloro che non compaiono nella foto. Si tratta, per così dire, di fatti non molto noti.
Ne riassumo qui alcuni, solo alcuni.

Luoghi
Quando furono cacciati dal Paradiso, Adamo ed Eva si trasferirono in Africa, non a Parigi.
Qualche tempo dopo, quando ormai i loro figli si erano sparpagliati per le strade del mondo, venne inventata la scrittura. In Iraq, non in Texas.
Anche l’algebra venne inventata in Iraq. La fondò Mohamed al-Jwarizmi, mille duecento anni fa, e la parola algoritmo deriva dal suo nome.
I nomi di solito non coincidono con ciò che denominano. Nel British Museum, tanto per fare un esempio, le sculture del Partenone si chiamano «statue di Elgin», ma sono statue di Fidia. Elgin era l’inglese che le vendette al museo.
Le tre novità che resero possibile il Rinascimento europeo, la bussola, la polvere da sparo e la stampa, erano state inventate dai cinesi, che inventarono anche quasi tutto quello che l’Europa ha re-inventato.
Gli indù avevano capito prima di tutti che la terra era rotonda e i Maya avevano creato il calendario più preciso di tutti i tempi.

Ordini
Nel 1493, il Vaticano regalò l’America alla Spagna e fece dono dell’Africa nera al Portogallo, «affinché le nazioni barbare siano ricondotte alla fede cattolica». A quel tempo, l’America aveva un numero di abitanti quindici volte più grande di quello della Spagna e l’Africa nera cento volte più grande di quello del Portogallo.
Così come aveva ordinato il Papa, le nazioni barbare furono ricondotte… eccome.

Acqua
Tenochtitlán, il centro dell’impero azteca, era d’acqua. Hernán Cortés demolì la città, fino all’ultima pietra, e con le macerie coprì i canali dove navigavano duecentomila canoe. Questa fu la prima guerra dell’acqua in America. Adesso Tenochtitlán si chiama Città del Messico. Dove scorreva l’acqua, corrono le automobili.


Nomi
Il monumento più alto dell’Argentina era stato innalzato in omaggio al generale Roca, che nel XIX secolo aveva sterminato gli indios della Patagonia. Il viale più lungo dell’Uruguay porta il nome del generale Rivera, che nel XIX secolo aveva sterminato gli ultimi indios charrúas.

Libertà
John Locke, il filosofo della libertà, era azionista della Royal Africa Company, che comprava e vendeva schiavi.
Agli albori del diciottesimo secolo, il primo dei borboni, Filippo V, inaugurò il suo regno firmando un contratto con suo cugino, il re di Francia, affinché la Compagnie de Guinée vendesse neri in America. A ognuno dei due spettava un 25 per cento dei guadagni.
Nomi di alcune navi negriere: Voltaire, Rousseau, Gesù, Speranza, Uguaglianza, Amicizia.
Due dei Padri Fondatori degli Stati Uniti svanirono nella nebbia della storia ufficiale. Nessuno ricorda Robert Carter o Gouverner Morris. L’amnesia fu la ricompensa per i loro atti. Carter fu l’unico sostenitore dell’indipendenza che liberò i suoi schiavi. Morris, redattore della Costituzione, si oppose alla clausola secondo la quale uno schiavo equivaleva ai tre quinti di una persona.
«La nascita di una nazione», la prima superproduzione di Hollywood, venne proiettata per la prima volta nel 1915 alla Casa Bianca. Il presidente, Woodrow Wilson, la applaudì in piedi. Lui era l’autore dei testi del film, un canto razzista inneggiante al Ku Klux Klan.

Date
Dall’anno 1234 e per i sette secoli successivi la Chiesa Cattolica proibì che le donne cantassero nei templi. Le loro voci erano impure, per quella storia di Eva e del peccato originale.
Nell’anno 1783 il re di Spagna decretò che non erano disonorevoli i lavori manuali, i cosiddetti «mestieri umili», che fino ad allora avevano determinato la perdita della nobiltà.
Fino all’anno 1986 nelle scuole dell’Inghilterra era legale il castigo dei bambini con cinghie, verghe e bacchette.

Diritti
In nome della libertà, dell’uguaglianza e della fratellanza, la rivoluzione Francese proclamò nel 1793 la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”. Allora, la militante rivoluzionaria Olympia de Gouges propose la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina. La ghigliottina le tagliò la testa.
Mezzo secolo dopo, un altro governo rivoluzionario, durante la Prima Comune di Parigi, proclamò il suffragio universale. Allo stesso tempo, negò il diritto di voto alle donne per unanimità meno uno: 899 voti contrari, uno a favore.

1500 anni fa
L’imperatrice cristiana Teodora non disse mai di essere rivoluzionaria, né nulla di simile. Ma mille cinquecento anni fa l’impero bizantino fu, grazie a lei, il primo luogo al mondo dove l’aborto e il divorzio furono diritti delle donne.

Libero commercio
Il generale Ulises Grant, vincitore nella guerra del nord industriale contro il sud schiavista fu poi presidente degli Stati Uniti. Nel 1875, rispondendo alle pressioni britanniche, rispose: «fra duecento anni, quando avremo ottenuto dal protezionismo tutto quello che ci può offrire, anche noi adotteremo il libero commercio». Così, nell’anno 2075, la nazione più protezionista del mondo adotterà il libero commercio.

La Regina
Lootie, «Piccolo bottino», fu il primo cane pechinese a giungere in Europa. Arrivò a Londra nel 1860. Gli inglesi lo battezzarono così perché faceva parte del bottino strappato alla Cina, alla fine delle due lunghe guerre dell’oppio.
Vittoria, la regina del narcotraffico, aveva imposto l’oppio a cannonate. La Cina fu trasformata in una nazione di drogati, in nome della libertà, la libertà del commercio.

Debiti
In nome della libertà, la libertà del commercio, il Paraguay fu distrutto nel 1870. Dopo una guerra di cinque anni, questo paese, l’unico paese delle Americhe che non doveva un centesimo a nessuno, inaugurò il suo debito estero. Alle sue fumanti rovine giunse, da Londra, il primo prestito. Fu destinato per pagare un enorme indennizzo al Brasile, all’Argentina e all’Uruguay. Il Paese assassinato pagò ai paesi assassini lo sforzo che avevano fatto per assassinarlo.

Peccati
Anche Haiti pagò un enorme indennizzo. Da quando nel 1804 aveva conquistato la sua indipendenza, la nuova nazione distrutta per un secolo e mezzo dovette pagare alla Francia una fortuna per espiare il peccato della sua libertà.

Diritti umani
Le grandi imprese negli Stati Uniti godono dei diritti umani. Nel 1886 la Suprema Corte di Giustizia estese i diritti umani alle corporazioni private ed è ancora così.
Pochi anni dopo, in difesa dei diritti umani delle loro imprese, gli Stati Uniti invasero dieci paesi, in diversi mari del mondo.
Allora Mark Twain, dirigente della Lega Antimperialista, propose una nuova bandiera, con piccoli teschi al posto delle stelle, e un altro scrittore, Ambrose Bierce, ebbe a sentenziare: «La guerra è il cammino scelto da Dio per insegnarci la geografia».

Messa a punto
I campi di concentramento nacquero in Africa. Gli inglesi iniziarono l’esperimento e i tedeschi lo misero a punto. Hermann Göring applicò in Germania il modello che il suo papà aveva sperimentato, nel 1904, in Namibia. I maestri di Joseph Mengele avevano studiato, nel campo di concentramento della Namibia, l’anatomia delle razze inferiori. I cobayos erano tutti neri.

Sport
Nel 1936, il Comitato Olimpico Internazionale non tollerava insolenze. Nelle Olimpiadi del 1936, organizzate da Hitler, la squadra di calcio del Perù sconfisse per 4 a 2 quella dell’Austria, il paese natale del Führer. Il Comitato Olimpico annullò la partita.

Amici degli amici
A Hitler non mancarono amici. La Fondazione Rockefeller finanziò ricerche razziali e razziste della medicina nazi. La Coca-Cola inventò la Fanta, in piena guerra, per il mercato tedesco. L’Ibm rese possibile l’identificazione e la classificazione degli ebrei e questa fu la prima applicazione su vasta scala del sistema delle schede perforate.

State buoni
Nel 1953 scoppiò la protesta operaia nella Germania comunista. I lavoratori occuparono le strade e i carri armati tedeschi si incaricarono di farli star zitti. Allora Bertold Brecht propose: «Non sarebbe più facile che il governo sciogliesse il popolo e ne scegliesse un altro?»

Storia
Operazione marketing. L’opinione pubblica è il target. Le guerre si vendono mentendo, così come si vendono le automobili.
Nel 1964 gli Stati Uniti invasero il Vietnam, perché il Vietnam aveva attaccato due navi degli Stati Uniti nel golfo di Tonchino. Quando la guerra aveva già fatto fuori un sacco di vietnamiti, il ministro della Difesa, Robert McNamara, ammise che l’attacco di Tonchino non c’era mai stato. Quarant’anni dopo, la storia si è ripetuta in Iraq.

Poeti
Migliaia di anni prima che l’invasione nordamericana portasse la Civiltà in Iraq, in quella terra barbara era nato il primo poeta d’amore della storia universale. In lingua sumera, scritto sull’argilla, il poeta narrò l’incontro di una dea e di un pastore. Inanna, la dea, quella notte amò come se fosse mortale. Damuzi, il pastore, quella notte fu immortale.

Paradossi
Paradossi erranti, paradossi intriganti: l’Aleijandinho, l’uomo più brutto del Brasile, creò le più belle sculture dell’era coloniale americana (nella foto); Il libro di viaggi di Marco Polo, avventura della libertà, fu scritto nel carcere di Genova; Don Chisciotte della Mancia, altra avventura della libertà, nacque nel carcere di Siviglia; Furono dei nipoti degli schiavi neri a creare il jazz, la più libera delle musiche; Uno dei migliori chitarristi jazz, il gitano Django Reinhardt, aveva solo due dita nella mano sinistra; Non aveva mani Grimod de la Reynière, il grande maestro della cucina francese. Scriveva, cucinava e mangiava con un uncino.

(E. Galeano)